Non sempre serve un nuovo strumento. A volte serve capire meglio quelli che abbiamo.
Un’azienda può utilizzare un sito web, un e-commerce, software gestionali, social network, sistemi di newsletter, automazioni e strumenti di Intelligenza Artificiale senza avere necessariamente un progetto digitale unitario.
Gli strumenti possono essere validi singolarmente, ma non comunicare tra loro, essere utilizzati solo parzialmente oppure richiedere attività manuali che fanno perdere tempo e risorse.
La consulenza digitale di Studio Web FRKB parte dall’analisi dell’organizzazione e degli strumenti già utilizzati per individuare problemi, sovrapposizioni, possibilità di integrazione e nuove opportunità.
Non partiamo dalla necessità di vendere una nuova tecnologia.
Prima di aggiungere uno strumento, cerchiamo di capire se serve davvero.
Quando questa soluzione è utile
La consulenza digitale diventa utile quando un’azienda o un professionista percepisce che qualcosa nel proprio modo di utilizzare la tecnologia potrebbe funzionare meglio, ma non ha ancora individuato con precisione il problema o la soluzione.
UTILIZZIAMO MOLTI STRUMENTI, MA NON COMUNICANO TRA LORO — Sito, gestionale, CRM, e-commerce, newsletter, fogli di calcolo e altri strumenti possono lavorare separatamente, obbligando a duplicare informazioni e trasferire manualmente dati. Verifichiamo prima se gli strumenti esistenti possono essere integrati o organizzati meglio.
PERDIAMO TROPPO TEMPO IN ATTIVITÀ RIPETITIVE — Analizziamo attività come inserimenti ripetuti, trasferimenti di informazioni, comunicazioni ricorrenti e controlli manuali per capire se il processo può essere semplificato o automatizzato.
ABBIAMO MOLTI STRUMENTI DIGITALI, MA LI UTILIZZIAMO POCO — Prima di sostituirli, cerchiamo di capire cosa l’organizzazione possiede già e cosa può essere valorizzato attraverso configurazione, integrazione o formazione.
VORREMMO UTILIZZARE L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE, MA NON SAPPIAMO DOVE — Analizziamo le attività per individuare dove l’AI potrebbe produrre un vantaggio concreto e dove, invece, non sarebbe necessaria.
SAPPIAMO CHE QUALCOSA DEVE CAMBIARE, MA NON SAPPIAMO DA DOVE INIZIARE — Il cliente non deve necessariamente presentarci una soluzione. Può presentarci un problema, una difficoltà o un processo che non lo soddisfa più.
Il cliente non deve arrivare con la soluzione. Può arrivare con il problema.
Come lavoriamo
Una consulenza digitale inizia dall’ascolto. Il cliente può arrivare con un problema preciso oppure con la percezione che un’attività richieda troppo tempo, un processo sia diventato complesso o gli strumenti non rispondano più alle esigenze.
ASCOLTARE — Partiamo dalle persone che utilizzano quotidianamente gli strumenti e conoscono concretamente i processi dell’organizzazione.
OSSERVARE — Ricostruiamo il processo: strumenti utilizzati, informazioni prodotte e trasferite, attività manuali, rallentamenti, duplicazioni e difficoltà.
ISOLARE IL PROBLEMA — Ciò che viene percepito come un problema tecnologico può avere un’origine diversa. Prima di cercare la soluzione, cerchiamo di formulare correttamente il problema.
ANALIZZARE CIÒ CHE ESISTE — Prima di introdurre nuovi strumenti analizziamo quelli già presenti: cosa mantenere, configurare meglio, integrare o eventualmente sostituire.
Innovare non significa necessariamente aggiungere tecnologia.
INDIVIDUARE LE ALTERNATIVE — Possiamo modificare un processo, utilizzare meglio uno strumento, integrare sistemi, introdurre un’automazione, sviluppare software specifico o valutare l’AI. Talvolta la conclusione può essere che non serve introdurre nulla di nuovo.
VALUTARE — Confrontiamo utilità, complessità, costi, tempi di implementazione e capacità dell’organizzazione di gestire le alternative.
SCEGLIERE E VERIFICARE — Implementiamo, quando possibile in forma limitata o sperimentale, la soluzione individuata e ne verifichiamo l’efficacia insieme al cliente.
Ascoltare → Osservare → Isolare → Analizzare → Valutare → Scegliere → Verificare
Non adattiamo il problema alla tecnologia. Scegliamo la tecnologia più adatta al problema.
Dall’analisi alla soluzione
Una consulenza digitale non deve necessariamente concludersi con l’acquisto di un nuovo software o con la realizzazione di un nuovo progetto.
UTILIZZARE MEGLIO CIÒ CHE ESISTE — La prima soluzione da valutare è spesso già presente nell’organizzazione. Prima di sostituire uno strumento cerchiamo di capire se possiamo ottenere di più da ciò che il cliente possiede già.
METTERE IN COMUNICAZIONE GLI STRUMENTI — Valutiamo integrazioni tra sistemi differenti per ridurre duplicazioni, passaggi manuali e possibilità di errore.
SEMPLIFICARE O AUTOMATIZZARE UN PROCESSO — Non automatizziamo un processo soltanto perché è possibile farlo. Lo automatizziamo quando produce un vantaggio concreto.
INTRODURRE UNA NUOVA SOLUZIONE — Se gli strumenti esistenti non sono sufficienti, possiamo valutare software, piattaforme, automazioni, AI o strumenti personalizzati.
FORMARE LE PERSONE — A volte la tecnologia funziona, ma manca la conoscenza necessaria per utilizzarla pienamente. In questo caso la soluzione può essere la formazione.
DECIDERE DI NON INTERVENIRE — Se i benefici previsti non giustificano costi, complessità o cambiamenti organizzativi, riteniamo corretto dirlo al cliente.
Una consulenza ha valore anche quando permette di evitare un investimento non necessario.
Alla fine del percorso il cliente dovrebbe avere qualcosa che prima non aveva: maggiore chiarezza.
La tecnologia è una possibile risposta. La consulenza serve prima di tutto a trovare la domanda giusta.
Un progetto concreto: Tecnocleanvetro
Tecnocleanvetro opera nel settore dei prodotti professionali per la pulizia e il trattamento di grandi superfici in vetro, vetrate di edifici e navi, box doccia e superfici ceramiche.
Studio Web FRKB aveva già realizzato il sito dell’azienda quando, nel periodo successivo alla pandemia, il cliente ci ha coinvolto per affrontare una riduzione delle vendite e la crescente concorrenza di prodotti di qualità inferiore.
La richiesta iniziale non riguardava un nuovo strumento digitale, ma un problema aziendale: come possiamo recuperare mercato e creare nuove opportunità di vendita?
1 — SEPARARE B2C E B2B. Per il mercato B2C è stato progettato un e-commerce specifico. Per il B2B, rivolto soprattutto a rivenditori, vetrerie e operatori professionali, è stato valorizzato il sito esistente attraverso attività SEO.
Stessa azienda, stessi prodotti, pubblici differenti: strumenti e percorsi differenti.
2 — RIATTIVARE UN PATRIMONIO GIÀ PRESENTE. L’azienda disponeva di un archivio Excel con circa 5.000 clienti storici, molti dei quali dormienti. È stato organizzato un programma di newsletter tramite Mailchimp, mensile e in alcuni periodi quindicinale.
Il titolare è stato formato per gestire direttamente comunicazioni tecniche e informative sui prodotti. Le newsletter hanno raggiunto tassi di apertura intorno al 30%.
La tecnologia diventa una risorsa aziendale quando il cliente è in grado di governarla.
3 — RENDERE VISIBILE LA COMPETENZA. Sono stati affiancati Facebook e LinkedIn e prodotti video esplicativi sull’utilizzo concreto dei prodotti, anche in situazioni operative su navi a Genova per la pulizia di superfici vetrate verticali esterne.
Il progetto ha contribuito a un significativo aumento delle vendite e al recupero della capacità dell’azienda di raggiungere pubblici differenti attraverso strumenti specifici.
B2C → E-commerce | B2B → Sito + SEO | Clienti storici → Newsletter | Autonomia → Formazione | Competenza → Social + Video
La soluzione non era uno di questi strumenti. La soluzione era capire quale funzione attribuire a ciascuno di essi.
Non devi avere già la soluzione
Quando qualcosa in un’organizzazione non funziona come dovrebbe, la prima reazione può essere cercare immediatamente un nuovo strumento. Ma la tecnologia non è necessariamente il punto da cui iniziare.
Puoi avere un processo che richiede troppo tempo, strumenti che non comunicano tra loro, informazioni utilizzate male, attività ripetitive oppure semplicemente la sensazione che il modo in cui stai lavorando possa essere migliorato.
Studio Web FRKB analizza insieme al cliente ciò che accade oggi, gli strumenti già presenti e gli obiettivi che vorrebbe raggiungere.
La soluzione potrebbe essere integrare ciò che esiste, modificare un processo, formare le persone, automatizzare alcune attività, introdurre una nuova tecnologia oppure sviluppare uno strumento specifico. E potrebbe anche emergere che in questo momento non è necessario introdurre nulla di nuovo.
Prima comprendiamo. Poi decidiamo.
Per noi una consulenza non deve necessariamente terminare con qualcosa da vendere. Deve terminare con una maggiore capacità di decidere.
Non devi arrivare da noi sapendo quale tecnologia ti serve. Raccontaci cosa vorresti far funzionare meglio.
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